Statuto Comunale

TITOLO I – AUTONOMIA E FINALITÀ DEL COMUNE
Art. 1 Autonomia del Comune
Art. 2 Sede, stemma e gonfalone
Art. 3 Funzioni
Art. 4 Statuto comunale
Art. 5 Regolamenti
Art. 6 Albo Pretorio
TITOLO II – ORDINAMENTO ISTITUZIONALE
Capo I – Gli organi istituzionali
Art. 7 Organi
Capo II – Il Consiglio
Art. 8 Elezione, composizione e durata
Art. 9 I Consiglieri
Art. 10 Prerogative delle minoranze consiliari
Art. 11 Prima seduta del Consiglio
Art. 12 Attribuzioni del Sindaco quale Presidente del Consiglio
Art. 13 Linee programmatiche dell’azione di governo dell’ente
Art. 14 Competenze del Consiglio
Art. 15 Commissioni consiliari straordinarie, temporanee e speciali
Art. 15 bis Commissioni Consiliari Permanenti
Art. 16 Adunanze del Consiglio
Art. 17 Funzionamento del Consiglio
Capo III – Il Sindaco
Art. 18 Il Sindaco
Art. 19 Competenze del Sindaco
Art. 20 Il Vice Sindaco
Art. 21 Deleghe ed incarichi
Art. 22 Cessazione dalla carica di Sindaco
Capo IV – La Giunta
Art. 23 Composizione della Giunta
Art. 24 Funzionamento della Giunta
Art. 25 Competenze della Giunta
Art. 26 Revoca degli Assessori
Capo V – Norme comuni
Art. 27 Mozione di sfiducia
Art. 28 Divieto generale di incarichi e consulenze ed obblighi di astensione

TITOLO III – DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO E PARTECIPAZIONE
Capo I – Partecipazione e diritto all’informazione
Art. 29 Libere forme associative
Art. 30 Consulte tecniche di settore
Art. 31 Proposte di iniziativa popolare e forme di consultazione della popolazione
Art. 32 Referendum comunali
Art. 33 Diritto d’accesso e d’informazione dei cittadini

TITOLO IV – ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI
Capo I – L’organizzazione amministrativa
Art. 34 Ordinamento degli uffici e dei servizi
Art. 35 Incarichi ed indirizzi di gestione
Art. 36 Il Segretario comunale
Art. 37 Il Direttore Generale
Art. 38 Gestione amministrativa
Art. 39 Autorizzazioni, concessioni e licenze di competenza dei funzionari
Art. 40 Le determinazioni ed i decreti
Capo II – I servizi pubblici locali
Art. 41 I servizi pubblici locali
Art. 42 L’Azienda Speciale
Art. 43 L’Istituzione
Art. 44 Gestione dei servizi in forma associata
TITOLO V – DIFENSORE CIVICO
Art. 45 Il Difensore Civico
Art. 46 Requisiti e modalità di nomina del Difensore Civico

TITOLO VI – FINANZA E CONTABILITÀ
Art 47 Autonomia finanziaria
Art.48 Demanio e patrimonio
Art.49 Revisione economico-finanziaria
Art.50 Controllo di gestione e controllo di qualità

TITOLO VII – DISPOSIZIONE FINALE
Art. 51 Disposizione finale

[/lsvr_accordion_item][lsvr_accordion_item title=”TITOLO I – AUTONOMIA E FINALITÀ DEL COMUNE” icon=”fa fa-arrow”]Art. 1
Autonomia del Comune
Il Comune è l’ente espressione della comunità locale, dotato di autonomia costituzionalmente garantita.
Il Comune rappresenta la popolazione insediata nel proprio territorio, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo civile, sociale ed economico, nel rispetto delle leggi e secondo i principi dell’ordinamento della Repubblica.

Il Comune ha autonomia normativa, organizzativa e finanziaria.
E’ titolare di funzioni e poteri propri ed esercita le funzioni attribuite, conferite o delegate dallo Stato e dalla Regione, secondo il principio di sussidiarietà.

Il Comune svolge le sue funzioni anche attraverso l’attività e la collaborazione dei cittadini e delle loro
forme di aggregazione sociale.
Il Comune favorisce la più ampia partecipazione della popolazione alle scelte amministrative; riconosce e sostiene le libere associazioni ed il volontariato, quale momento di aggregazione e confronto su temi d’interesse della comunità locale.
Assicura che i cittadini abbiano libero accesso alle informazioni sulla vita amministrativa e sull’attività dell’ente ed assume le misure idonee a realizzare il pieno e paritario uso dei servizi pubblici, senza distinzioni dovute alle condizioni economiche e sociali, al sesso, alla religione ed alla nazionalità.
Art. 2
Sede, stemma e gonfalone
Il Comune ha sede nel capoluogo.
Ha lo stemma ufficiale, raffigurante una torre civica, che si rifà all’antica rocca, fortezza medioevale che domina l’abitato .
Nelle cerimonie ufficiali il gonfalone con lo stemma è accompagnato dal Sindaco che indossa la fascia tricolore ed è scortato dai vigili urbani in alta uniforme.
Sono vietati l’uso e la riproduzione dello stemma e del gonfalone per fini diversi da quelli istituzionali, salvo espressa autorizzazione della Giunta Municipale.
Art. 3
Funzioni
Il Comune esercita tutte le funzioni ed i compiti amministrativi necessari alla cura degli interessi ed alla promozione dello sviluppo della comunità comunale, non attribuiti espressamente per legge allo Stato, alla Regione ed alla Provincia.
Il Comune concorre nei modi previsti dalla legge a definire gli obiettivi della programmazione provinciale, regionale e statale.
Il Comune attua forme di cooperazione tra enti per l’esercizio in ambiti territoriali adeguati delle attribuzioni proprie, conferite e delegate, secondo i principi della sussidiarietà e dell’omogeneità delle funzioni, dell’economicità, efficienza ed efficacia della gestione e dell’adeguatezza organizzativa.
Il Comune gestisce il servizio elettorale, dell’anagrafe, dello stato civile, di statistica e leva militare ed ogni altro servizio dello Stato e della Regione organizzato a livello locale.
Art. 4
Statuto comunale
Il Comune determina il proprio ordinamento nello Statuto, cui devono uniformarsi i regolamenti e gli atti degli organi istituzionali e di quelli amministrativi e di gestione.
Lo Statuto è adottato dal Consiglio Comunale con le maggioranze e le procedure stabilite dalla legge.
Le modifiche d’iniziativa consiliare debbono essere proposte da almeno un quinto dei consiglieri assegnati.
Lo Statuto entra in vigore decorsi trenta gironi dalla pubblicazione all’Albo Pretorio successiva all’esame dell’Organo di controllo.
Lo statuto è a disposizione dei cittadini per la consultazione presso la Sede Comunale.
Art. 5
Regolamenti
Il Comune ha potestà regolamentare nelle materie e funzioni proprie.
Il Comune esercita la potestà regolamentare nell’ambito dei principi fissati dalla legge e nel rispetto delle norme statutarie.
I regolamenti le cui disposizioni incidono su posizioni giuridiche soggettive possono essere sottoposti a
forme di consultazione popolare.
I regolamenti sono portati a conoscenza della popolazione attraverso idonei mezzi di informazione, che ne mettano in evidenza i contenuti e gli aspetti significativi.
Art. 6
Albo Pretorio
Nella Sede Municipale, in luogo accessibile al pubblico, è individuato apposito spazio da destinare ad Albo Pretorio per la pubblicazione degli atti, dei provvedimenti e degli avvisi soggetti per legge o per statuto a tale adempimento.[/lsvr_accordion_item][lsvr_accordion_item title=”TITOLO II – ORDINAMENTO ISTITUZIONALE” icon=”fa fa-arrow”]Capo I – Gli organi istituzionali
Art. 7
Organi
Sono organi del Comune il Consiglio, la Giunta ed il Sindaco.
Gli amministratori nell’esercizio delle proprie funzioni improntano il proprio comportamento a criteri di imparzialità e buona amministrazione.
Capo II – Il Consiglio
Art. 8
Elezione, composizione e durata
Il Consiglio Comunale è eletto a suffragio universale e diretto ed è composto dal Sindaco e da 12
Consiglieri.
Le adunanze del Consiglio Comunale si svolgono nella sede comunale, in casi del tutto eccezionali e per particolari esigenze il Consiglio può riunirsi in luoghi diversi dalla propria sede.
L’elezione del Consiglio Comunale, il numero e la posizione giuridica dei consiglieri, nonché le cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza, sono regolate dalla legge.
Oltre che nei casi previsti dalla legge, i consiglieri decadono dalla carica per la mancata partecipazione senza giustificato motivo a tre sedute consecutive del Consiglio.
La decadenza è pronunciata dal Consiglio negli stessi termini e modalità previsti dalla legge per la dichiarazione di incompatibilità.
I consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata la relativa deliberazione.
La durata in carica del Consiglio Comunale è stabilita dalla legge.
Dopo l’indizione dei comizi elettorali e sino alla data delle elezioni per il rinnovo dell’organo, il Consiglio adotta i soli atti urgenti ed improrogabili.
I consiglieri cessati dalla carica per effetto del rinnovo o dello scioglimento del Consiglio continuano ad esercitare gli incarichi esterni, nei limiti temporali delle norme sul rinnovo degli organismi amministrativi.
Art. 9
I Consiglieri
I Consiglieri Comunali rappresentano l’intera comunità ed esercitano le funzioni senza vincolo di mandato.
Le prerogative ed i diritti dei consiglieri sono disciplinati dalla legge, dal presente Statuto e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.
I Consiglieri hanno diritto d’iniziativa su ogni oggetto di competenza del Consiglio.
Le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni sono discusse alla fine di ciascuna seduta consiliare o, secondo le norme del regolamento.
Per l’esercizio delle proprie attribuzioni, ciascun Consigliere ha diritto di ottenere , con le modalità stabilite dalla legge, dagli uffici comunali, dalle aziende e dagli enti dipendenti, copia di atti, notizie ed informazioni utili ai fini dell’espletamento del mandato.

Art. 10
Prerogative delle minoranze consiliari
Le norme del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale devono consentire ai Consiglieri appartenenti ai gruppi delle minoranze consiliari l’effettivo esercizio dei poteri ispettivi e di controllo e del diritto d’informazione sull’attività e sulle iniziative del Comune, delle Aziende, Istituzioni e degli enti dipendenti.
Ai gruppi delle minoranze consiliari spetta la designazione dei Presidenti delle commissioni consiliari, ordinarie e speciali, aventi funzione di controllo e di garanzia, ove costituite.
Spetta altresì ai gruppi di minoranza, con votazione separata e limitata ai soli componenti dei gruppi stessi, la nomina di loro rappresentanti negli organi collegiali degli enti, delle aziende ed istituzioni dipendenti dall’ente, nonché in tutte le commissioni anche a carattere consultivo, ove la legge, lo Statuto ed i regolamenti prevedano la designazione da parte del Consiglio di propri rappresentanti in numero superiore ad uno.
Art. 11
Prima seduta del Consiglio
La prima seduta del Consiglio Comunale dopo le elezioni è convocata dal Sindaco nel termine di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e deve tenersi entro 10 giorni dalla diramazione dell’invito di convocazione.
E’ presieduta dal Sindaco.
Prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, l’Assemblea procede alla convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco
La seduta prosegue con il giuramento del Sindaco, con la comunicazione da parte del Sindaco della composizione della Giunta, e, quindi, con la trattazione degli altri eventuali argomenti iscritti all’ordine del
giorno.
Art. 12
Attribuzioni del Sindaco quale Presidente del Consiglio
Il Sindaco quale Presidente del Consiglio:
a) rappresenta il Consiglio Comunale;
b) convoca e fissa le date delle riunioni del Consiglio, presiede la seduta e ne dirige i lavori;
c) decide sull’ammissibilità delle questioni pregiudiziali e delle eccezioni procedurali salvo che non intenda promuovere sulle stesse la decisione del Consiglio;
d) ha poteri di polizia nel corso dello svolgimento delle sedute consiliari;
e) sottoscrive il verbale delle sedute insieme al Segretario Comunale;
f) convoca e presiede la conferenza dei Capigruppo;
g) assicura adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio;
h) esercita ogni altra funzione demandatagli dallo Statuto o dai regolamenti dell’ente.
Il Sindaco quale Presidente del Consiglio esercita le sue funzioni con imparzialità, nel rispetto delle prerogative del Consiglio e dei diritti dei singoli Consiglieri.
Art. 13
Linee programmatiche dell’azione di governo dell’ente
Il Sindaco definisce, con la collaborazione degli Assessori, le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato e le presenta – sentita la Giunta – al Consiglio Comunale per l’approvazione entro sessanta giorni dall’insediamento dello stesso.
Il documento contenente le linee programmatiche dell’azione amministrativa e gli adeguamenti successivi sono messi a disposizione dei consiglieri almeno 10 giorni prima della data fissata per la trattazione in consiglio comunale e sono approvati a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, con unica votazione per appello nominale.
Il documento così approvato costituisce il principale atto d’indirizzo dell’attività amministrativa e riferimento per l’esercizio della funzione di controllo politico – amministrativo del consiglio.
L’azione di governo della Giunta ed il programma amministrativo possono essere sottoposti a verifica consiliare straordinaria, nelle forme previste dal regolamento sul funzionamento del Consiglio, ove lo richieda almeno la metà dei consiglieri assegnati.
Art. 14
Competenze del Consiglio
Il Consiglio Comunale ha competenza esclusiva nell’emanazione dei seguenti atti fondamentali:
a) atti normativi
– Statuto dell’Ente, delle Aziende Speciali e delle Istituzioni e relative variazioni
– regolamenti e relative variazioni, salvo quelli di competenza di altri organi nell’esercizio della propria
potestà regolamentare
b) atti di programmazione
– programmi
– piani finanziari
– relazioni previsionali e programmatiche
– piani triennali ed elenco annuale dei lavori pubblici
– piani territoriali e piani urbanistici e relativi programmi annuali e pluriennali di attuazione
– eventuali deroghe ai piani territoriali e urbanistici, ivi comprese le autorizzazioni al rilascio di concessioni
edilizie in deroga ai vigenti strumenti urbanistici generali ed attuativi, nonché i pareri da rendere in dette
materie
– bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni
– ratifiche di variazioni di bilancio approvate dalla Giunta Comunale nei casi espressamente previsti dalla
legge
– conti consuntivi
c) atti di decentramento
– tutti gli atti necessari all’istituzione, disciplina e funzionamento degli organi di decentramento e di
partecipazione dei cittadini
d) atti relativi al personale
– atti di programmazione e di indirizzo per la formazione delle piante organiche e per l’approvazione del
regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi
– autorizzazione alla polizia municipale a portare armi
e) atti relativi a convenzioni ed associazioni con altri enti
– convenzioni fra comuni e fra Comune e provincia o Comunità Montana
– accordi di programma
– costituzione e modificazione di tutte le forme associative fra enti locali
f) atti relativi a spese pluriennali
– tutte le spese che impegnino i bilanci per più esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di
immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo
g) atti relativi ad acquisti, alienazioni d’immobili, permute, concessioni ed appalti
– acquisti, permute ed alienazioni immobiliari che non siano previsti in altri atti fondamentali del consiglio
– appalti e concessioni che non siano previsti in altri atti fondamentali del consiglio
h) atti relativi ai servizi, alle aziende, alle istituzioni, alle società ed enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a
vigilanza
– atti di indirizzo da osservare da parte delle aziende, istituzioni ed enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti
a vigilanza
– assunzione diretta di pubblici servizi
– costituzione di società di capitali, di aziende ed istituzioni ed acquisto di azioni e quote di partecipazione
societaria
– concessioni di pubblici servizi
– affidamento di servizi o attività mediante convenzione
i) atti relativi alla disciplina dei tributi
– atti di istituzione di tributi e tariffe, nell’ambito delle facoltà concesse dalla legge
– disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi pubblici
– modifica della struttura tariffaria e della disciplina dei tributi e delle tariffe dei servizi pubblici, quando non
si tratti di adeguamenti di competenza della Giunta
l) accensione di mutui e prestiti obbligazionari
– contrazione di mutui non espressamente previsti in altri atti fondamentali del consiglio
– emissioni di prestiti obbligazionari e loro regolamentazione
– emissione di buoni ordinari e straordinari e loro regolamentazione
– ogni altra forma di finanziamento o approvvigionamento finanziario
m) atti di nomina
– definizione degli indirizzi per la designazione, nomina e revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti,
Aziende, Società ed Istituzioni
– nomina dei rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed Istituzioni, quando sia ad esso
espressamente riservata dalla legge
– nomina d’ogni altra rappresentanza del comune in cui sia prevista la partecipazione delle minoranze, salvo
diverse specifiche disposizioni statutarie e regolamentari
– nomina delle commissioni consiliari permanenti, straordinarie e d’inchiesta
n) atti elettorali e politico – amministrativi
– esame delle condizioni di compatibilità ed eleggibilità degli eletti
– surrogazione dei consiglieri
– approvazione delle linee programmatiche di governo dell’Ente
– approvazione o reiezione con votazione per appello nominale della mozione di sfiducia
– nomina della commissione elettorale comunale
– esame e votazione delle mozioni e degli ordini del giorno
– esame e discussione di interrogazioni ed interpellanze
o) ogni altro atto, parere e determinazione che sia estrinsecazione od esplicazione del potere di indirizzo e di
controllo politico – amministrativo o sia previsto dalla legge quale atto fondamentale di competenza del
Consiglio.
Art. 15
Commissioni consiliari straordinarie, temporanee e speciali
Il Consiglio può istituire – con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei componenti –
commissioni consiliari straordinarie, temporanee, speciali, di indagine e di inchiesta, determinando nell’atto di istituzione i compiti, la composizione, la durata, i poteri di indagine eventualmente conferiti, le modalità difunzionamento e la dotazione di beni, servizi, strutture e personale che sia ritenuta necessaria all’espletamento del mandato.
I lavori delle commissioni così nominate devono compiersi nel termine assegnato, pena la decadenza
automatica della Commissione.
I lavori delle Commissioni si concludono con la presentazione mediante deposito in segreteria a disposizione del Consiglio entro il termine fissato di una relazione a cura del Presidente della commissione.
E’ in facoltà dei commissari dissenzienti di presentare relazioni di minoranza nelle stesse forme e termini della relazione della commissione.
La relazione della commissione e quelle eventuali di minoranza devono essere sottoposte all’esame del
Consiglio per l’assunzione di eventuali provvedimenti nella prima seduta successiva a quella dell’avvenuto
deposito.
Art. 15 bis
Commissioni consiliari permanenti
Il Consiglio può istituire, nel suo seno, commissioni consultive permanenti composte con criterio proporzionale, assicurando la presenza, in esse, con diritto di voto, della minoranza.
La composizione ed il funzionamento delle dette commissioni sono stabilite con apposito regolamento.
I componenti delle commissioni hanno facoltà di farsi assistere da esperti.
Art. 16
Adunanze del Consiglio
Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche, fatta eccezione dei casi per i quali il regolamento preveda che le stesse debbano tenersi senza la presenza del pubblico per ragioni connesse all’ordine pubblico o alla riservatezza della sfera privata delle persone.
Il Consiglio si riunisce con l’intervento almeno della metà dei consiglieri assegnati.
Nelle sedute di seconda convocazione è sufficiente la presenza di almeno un terzo dei componenti il
consesso.
Le deliberazioni sono validamente assunte ove ottengano la maggioranza assoluta dei voti validi.
Le deliberazioni per le quali sono richieste maggioranze qualificate sono espressamente previste dalla
legge o dallo Statuto e dai regolamenti.
Per gli atti di nomina è sufficiente salvo diverse disposizioni di legge, di Statuto o di regolamento la
maggioranza semplice e risulterà eletto chi avrà riportato il maggior numero di voti.
Art. 17
Funzionamento del Consiglio
Il Consiglio Comunale è dotato di autonomia funzionale ed organizzativa.
Il funzionamento del Consiglio è disciplinato da apposito regolamento, approvato a maggioranza assoluta
dei componenti.
Gli avvisi di convocazione dovranno essere recapitati ai consiglieri, rispetto al giorno di convocazione,
almeno:
– 5 giorni prima per le convocazioni in seduta ordinaria;
– 3 giorni prima per le convocazioni in seduta straordinaria;
– 1 giorno prima per le sedute straordinarie dichiarate urgenti;
Il giorno di consegna non viene computato.
Il Consiglio disciplina con proprio regolamento, da approvare a maggioranza assoluta dei consiglieri
assegnati, lo svolgimento dei propri lavori e di quelli delle commissioni permanenti, straordinarie, temporanee e
speciali.
Il regolamento disciplina altresì l’esercizio delle potestà e delle funzioni dei consiglieri, uniformandosi ai
principi statutari e perseguendo l’obiettivo dell’efficienza decisionale.
Il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari prevede in
particolare:
a) i termini e le modalità della consultazione degli atti e delle proposte di deliberazione da parte dei consiglieri;
b) le modalità di svolgimento della discussione e della votazione;
c) la formazione dei gruppi consiliari;
d) le modalità per la richiesta del controllo di legittimità sulle deliberazioni del Consiglio e della Giunta;
e) le materie che non possono essere trattate nelle sedute di seconda convocazione, se non con l’intervento di almeno la metà dei Consiglieri assegnati;
f) le modalità di esercizio della funzione di indirizzo e controllo politico – amministrativo, nonché il
funzionamento delle commissioni consiliari.
Al Consiglio è assicurata dal regolamento una sufficiente dotazione di risorse finanziarie, di mezzi e di personale per il funzionamento, disciplinandone la gestione e le modalità d’impiego.
Il regolamento assicura le risorse necessarie al funzionamento dei gruppi consiliari regolarmente costituiti.
Capo III – Il Sindaco
Art. 18
Il Sindaco
Il Sindaco è il capo dell’amministrazione comunale, eletto democraticamente dai cittadini a suffragio universale e diretto.
Il Sindaco rappresenta il Comune ed è responsabile dell’amministrazione dell’Ente.
Sovrintende all’andamento generale dell’Ente, provvede a dare impulso all’attività degli altri organi
comunali e ne coordina l’attività.
Il Sindaco dirige i lavori della Giunta Comunale ed assicura la rispondenza dell’attività degli organi del Comune agli atti generali e di indirizzo approvati dal Consiglio.
Il Sindaco assume le funzioni di Ufficiale di governo nei casi previsti dalla legge ed esercita le funzioni
delegategli dalla Regione, secondo le modalità previste dalle leggi e dallo statuto.
Per l’esercizio di tali funzioni il Sindaco si avvale degli uffici comunali.
Il Sindaco presta giuramento innanzi al Consiglio Comunale, nella prima riunione pronunciando la seguente formula: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione, le leggi della Repubblica e l’ordinamento del Comune e di agire per il bene di tutti cittadini”.
Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con gli stemmi della Repubblica e del Comune, da portare a tracolla.
Art. 19
Competenze del Sindaco
Il Sindaco convoca e presiede la Giunta Comunale ed il Consiglio e ne fissa l’ordine del giorno secondo le modalità previste dal regolamento.
Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all’esecuzione degli atti di tutti gli organi
comunali.
Il Sindaco coordina ed organizza, nell’ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili delle amministrazioni interessate, gli orari d’apertura al pubblico degli uffici operanti nel territorio, al fine di armonizzare l’esplicazione dei servizi alle esigenze degli utenti.
Il Sindaco può modificare gli orari degli esercizi commerciali dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni pubbliche interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio in casi di emergenza connessi con il
traffico e/o con l’inquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dell’utenza.
Il Sindaco provvede alla designazione, alla nomina dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, società ed istituzioni entro i termini di scadenza del precedente incarico, ovvero entro gli eventuali termini diversi previsti da disposizioni normative.
Il Sindaco nomina il Segretario Comunale e conferisce gli incarichi dirigenziali e di responsabilità di uffici e servizi, nonché quelli di collaborazione esterna ad alta specializzazione, secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

Il Sindaco indice i referendum comunali.
Gli atti del Sindaco non diversamente denominati dalla legge o dallo statuto assumono il nome di decreti.
Il Sindaco promuove, conclude e sottoscrive gli accordi di programma.
Il Sindaco informa la popolazione sulle situazioni di pericolo o comunque connesse con esigenze di protezione civile avvalendosi dei mezzi tecnici previsti nei piani e programmi di protezione civile e comunque con ogni altro mezzo disponibile.
Esercita tutte le altre funzioni attribuitegli dalla legge, dallo Statuto, dai regolamenti e sovrintende all’espletamento delle funzioni statali, regionali e provinciali attribuite o delegate al Comune.
Art. 20
Il Vice Sindaco
Il Vice Sindaco sostituisce in tutte le funzioni il Sindaco temporaneamente assente, impedito o sospeso dalla carica.
In caso di assenza o impedimento anche del Vice Sindaco, alla sostituzione del Sindaco provvede
l’Assessore più anziano di età.
Art. 21
Deleghe ed incarichi
Il Sindaco ha facoltà di assegnare ai singoli Assessori l’esercizio delle proprie attribuzioni.
Le funzioni di Ufficiale di governo possono costituire oggetto di delega nei modi e nei termini previsti dalla legge, fatta eccezione per i provvedimenti contingibili ed urgenti, che restano di esclusiva competenza del Sindaco o di chi legalmente lo sostituisce.
Il Sindaco non può delegare la propria competenza generale di capo e responsabile dell’amministrazione o ricomprendere nella delega tutte le proprie funzioni e competenze.
La delega può essere permanente o temporanea, generale in ordine a determinate materie o speciale per il compimento di singoli atti o procedimenti.
L’atto di delega – in forma scritta obbligatoria – indica l’oggetto, la materia, gli eventuali limiti in cui opera il trasferimento della competenza e deve contenere gli indirizzi generali in base ai quali deve essere esercitata.
La delega può comprendere la potestà di compiere tutto il procedimento amministrativo relativo alla potestà delegata, dalla fase istruttoria a quella di emanazione di atti a valenza esterna.
La delega può essere revocata dal Sindaco in qualunque momento senza alcuna specifica motivazione, essendo concessa come atto meramente discrezionale nell’interesse dell’Amministrazione.
Le deleghe per settori omogenei sono comunicate al Consiglio e trasmesse al Prefetto.
Il Sindaco può attribuire ad Assessori e Consiglieri incarico di svolgere attività di istruzione e studio di determinati problemi e progetti o di curare determinate questioni
nell’interesse dell’Amministrazione.
Tali incarichi non costituiscono delega di competenze e non abilitano allo svolgimento di un procedimento amministrativo che si concluda con un atto amministrativo ad efficacia esterna.
Non è consentita la mera delega di firma.
Art. 22
Cessazione dalla carica di Sindaco
L’impedimento permanente, la rimozione, la decadenza o il decesso del Sindaco danno luogo alla decadenza della Giunta ed allo scioglimento del Consiglio Comunale.
Una volta decorso il termine di venti giorni dalla presentazione delle dimissioni da parte del Sindaco, senza che le dimissioni siano state ritirate, le stesse divengono efficaci ed irrevocabili e danno luogoall’immediata cessazione dalla carica del Sindaco, alla decadenza della Giunta ed allo scioglimento del Consiglio Comunale.
Di tale evenienza il Segretario comunale dà immediata comunicazione al Prefetto, affinché questi possa adottare tempestivamente i conseguenti provvedimenti per lo scioglimento del consiglio e la nomina del commissario.
Capo IV – La Giunta
Art. 23
Composizione della Giunta
“La Giunta e’ composta dal Sindaco che la presiede e da 4 Assessori, compreso il Vice Sindaco.
Il Sindaco nomina il Vice Sindaco e gli Assessori, prima dell’insediamento del Consiglio Comunale, tra i cittadini in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità a consigliere comunale.
Possono essere nominati Assessori sia i consiglieri comunali sia cittadini non facenti parti del Consiglio, aventi i requisiti di eleggibilità alla carica di Consigliere; la carica di Assessore non e’ incompatibile con quella di Consigliere Comunale.
Non possono far parte della Giunta contemporaneamente assessori che siano fra loro coniugi, ascendenti,
discendenti, o parenti e affini fino al 2° grado ed il coniuge, gli ascendenti, i discendenti ed i parenti ed affini
fino al 3° grado del Sindaco.
La Giunta all’atto dell’insediamento esamina le condizioni di eleggibilità e compatibilità dei propri componenti.
Gli Assessori non Consiglieri Comunali partecipano ai lavori del Consiglio e delle commissioni consiliari senza diritto al voto e senza concorrere a determinare il numero legale per la validità delle riunioni.
Hanno diritto di accedere alle informazioni necessarie all’espletamento del mandato e di depositare proposte rivolte al Consiglio.
Gli Assessori comunque nominati non possono presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni”.
Art. 24
Funzionamento della Giunta
Nello svolgimento della propria attività la Giunta si uniforma al principio della collegialità.
Il Sindaco dirige e coordina i lavori della Giunta, assicura l’unità d’indirizzo politico degli Assessori e la collegiale responsabilità delle decisioni.
La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco.
Per la validità delle sedute è richiesto l’intervento della maggioranza dei suoi componenti.
La Giunta delibera a maggioranza assoluta dei voti; in caso di parità prevale il voto del Sindaco o di chi presiede la seduta in sua vece.
Le sedute della Giunta non sono pubbliche.
A discrezione del Sindaco possono essere ammessi a partecipare ai lavori della giunta dirigenti e funzionari del comune, cittadini o autorità, al fine di acquisire elementi valutativi sugli argomenti in discussione.
Art. 25
Competenze della Giunta
La Giunta collabora con il Sindaco nell’Amministrazione del Comune e per l’attuazione degli indirizzi generali di governo. Svolge funzioni propositive e d’impulso nei confronti del Consiglio.
La Giunta compie gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge e dallo Statuto al
Consiglio e che non rientrino nelle competenze del Sindaco, degli organi di decentramento, del Segretario comunale e dei responsabili degli uffici e dei servizi.
Rientra altresì nella competenza della Giunta l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, secondo le norme ed i principi stabiliti dallo statuto in materia di organizzazione e di personale.
Art. 26
Revoca degli Assessori
Nel corso del mandato amministrativo il Sindaco può revocare dall’incarico uno o più Assessori, provvedendo con il medesimo atto alla nomina dei sostituti.
La revoca è sinteticamente motivata, anche solo con riferimento al venir meno del rapporto fiduciario, ed è comunicata al Consiglio nella prima seduta utile unitamente ai nominativi dei nuovi Assessori.
Capo V – Norme comuni
Art. 27
Mozione di sfiducia
Il voto del Consiglio Comunale contrario ad una proposta del Sindaco o della Giunta non comporta le dimissioni degli stessi.
Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.
La mozione di sfiducia, sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, deve essere motivata, anche con riferimento al solo venir meno della maggioranza consiliare, ed èmessa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione.
Nel caso in cui la mozione di sfiducia sia approvata, il Segretario Comunale ne informa il Prefetto, ai fini dell’assunzione dei conseguenti provvedimenti di scioglimento del Consiglio e di nomina del Commissario.
Art. 28
Divieto generale di incarichi e consulenze ed obblighi di astensione
Al Sindaco, al Vice Sindaco, agli Assessori ed ai Consiglieri Comunali e’ vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze, anche a titolo gratuito, presso il comune, nonché presso enti, aziende ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dello stesso.
E’ fatto altresì divieto ai medesimi soggetti di cui al primo comma di effettuare a favore dell’Ente donazioni in denaro, beni mobili o immobili o altre utilità per tutto il periodo di espletamento del mandato.
I componenti della Giunta aventi competenza in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materie di edilizia privata e pubblica nell’ambito del territorio comunali
Tutti gli amministratori hanno altresì l’obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini fino al quarto grado.
L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti a contenuto generale, compresi quelli urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto dell’atto e specifici interessi degli amministratori o di loro partenti ed affini fino al quarto grado.[/lsvr_accordion_item][lsvr_accordion_item title=”TITOLO III – DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO E PARTECIPAZIONE” icon=”fa fa-arrow”]Capo I – Partecipazione e diritto all’informazione
Art.29
Libere forme associative
Il Comune riconosce e valorizza le libere forme associative, il volontariato e gli organismi operanti nel territorio con fini sociali e culturali, non aventi scopo di lucro, quali strumenti di espressione e di partecipazione dei cittadini all’amministrazione locale.
A tal fine il Comune:
a) sostiene i programmi e l’attività delle associazioni aventi finalità riconosciute di interesse dell’intera comunità, attraverso l’erogazione di contributi, secondo le norme del relativo regolamento, l’assunzione di iniziative comuni e coordinate ad altre forme di incentivazione;
b) definisce le forme di partecipazione delle associazioni all’attività di programmazione dell’Ente e ne garantisce comunque la rappresentanza negli organismi consultivi istituiti;
c) può affidare alle associazioni o a comitati appositamente costituiti l’organizzazione e lo svolgimento di attività promozionali, ricreative e in generale attività di interesse pubblico da gestire in forma sussidiaria o integrata rispetto all’Ente;
d) coinvolge le associazioni del volontariato nella gestione dei servizi e nella attuazione di iniziative sociali e culturali.
Per essere ammesse a fruire del sostegno del Comune ed esercitare attività di collaborazione con il
Comune, le associazioni devono preventivamente dimostrare la rispondenza della propria attività alle finalità previste dalla presente norma, garantire la libertà d’iscrizione all’associazione a tutti i cittadini residenti nel
Comune ed assicurare la rappresentatività e l’elettività delle cariche, nonché la pubblicità degli atti degli organi sociali e dei bilanci.
Art. 30
Consulte tecniche di settore
Il Consiglio Comunale può istituire, disciplinandone la composizione, le funzioni e l’attività, consulte permanenti con la finalità di fornire all’Amministrazione il supporto tecnico e propositivo nei principali settori di attività dell’ente.
Sono chiamati a far parte delle Consulte i rappresentanti delle associazioni interessate in relazione alla materia assegnata, gli esponenti designati dalle categorie economiche e sociali ed uno o più esperti di nomina consiliare.
Le consulte di settore possono essere sentite per la predisposizione del bilancio annuale di previsione.
Art. 31
Proposte di iniziativa popolare e forme di consultazione della popolazione
Gli elettori del Comune in numero non inferiore a 40 % degli aventi diritti al voto possono presentare al Consiglio Comunale proposte per l’adozione di atti deliberativi rientranti nelle materie di competenza di tale organo, con esclusione degli atti di nomina, di approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, di disciplina delle tariffe e dei tributi e di adozione degli strumenti di pianificazione.
Le procedure e le modalità di presentazione delle proposte di iniziativa popolare, nonché gli elementi essenziali di cui le stesse debbono essere corredate, compresa l’indicazione dei mezzi di copertura della spesanei casi in cui ciò si renda necessario, sono disciplinate da apposito regolamento .
Ai soggetti legittimati alla presentazione delle proposte sono forniti i dati in possesso del Comune ed è assicurata la necessaria assistenza da parte degli uffici.
Le proposte di iniziativa popolare sono portate all’esame del Consiglio entro sessanta giorni dalla loro presentazione.
Il Comune promuove forme di consultazione per acquisire il parere della popolazione su determinati argomenti, assicurando la più ampia e libera partecipazione dei cittadini interessati.
La consultazione dei cittadini può essere realizzata anche attraverso inchieste o sondaggi d’opinione da affidare di norma a ditte specializzate.
Art. 32
Referendum comunali
Nelle materie di competenza del Consiglio Comunale, ad eccezione di quelle attinenti alla finanza comunale, ai tributi ed alle tariffe, al personale ed all’organizzazione degli uffici e dei servizi, alle nomine ed alle designazioni, possono essere indetti referendum consultivi, allo scopo di acquisire il preventivo parere della popolazione o referendum per l’abrogazione in tutto od in parte di provvedimenti, compresi gli atti normativi e gli strumenti di pianificazione, già adottati dal Consiglio.
Non sono ammessi referendum abrogativi di atti politici o di indirizzo e comunque non aventi effetti amministrativi diretti sui cittadini.
I referendum consultivi ed abrogativi sono indetti dal Sindaco su iniziativa del Consiglio Comunale, assunta a maggioranza di almeno due terzi dei componenti, o su richiesta di almeno un terzo dei cittadini che risultino iscritti nelle liste elettorali al momento dell’inizio della raccolta delle firme.
Le consultazioni referendarie potranno tenersi non più di una volta ogni anno, in giorni compresi tra il 15 aprile ed il 15 giugno o tra il 15 settembre ed il 15 novembre.
I referendum possono avere luogo anche in coincidenza con altre operazioni di voto, con esclusione delle tornate elettorali comunali, provinciali e circoscrizionali.
Il referendum è valido se vi partecipa almeno la metà dei cittadini aventi diritto al voto. S’intende
approvata la risposta che abbia conseguito la maggioranza dei consensi validamente espressi.
Nei referendum abrogativi, l’approvazione della proposta referendaria determina la caducazione dell’atto o delle parti di esso sottoposte a referendum, con effetto dal centottantesimo giorno successivo dalla proclamazione dell’esito del voto. Entro tale data il consiglio comunale è tenuto ad assumere gli eventuali provvedimenti necessari per regolamentare gli effetti del referendum ed eventualmente adottare la disciplina sostitutiva degli atti abrogati, in conformità all’orientamento scaturito dalla consultazione.
Nei referendum consultivi, il consiglio comunale adotta entro quattro mesi dalla proclamazione dell’esito della consultazione le determinazioni conseguenti, coerentemente alle indicazioni espresse dagli elettori.
Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie dovrà essere adeguatamente motivato ed adottato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
Le norme dello statuto comunale possono essere sottoposte esclusivamente a referendum consultivo, onde acquisire l’orientamento dei cittadini sulle proposte di modifica od integrazione.
Le modalità di presentazione dei quesiti referendari e di raccolta delle firme, le procedure ed i termini per l’indizione della consultazione referendaria sono disciplinate, secondo i principi dello statuto, nell’apposito regolamento.
Art. 33
Diritto d’accesso e d’informazione dei cittadini
Il Comune esercita l’attività amministrativa secondo criteri di economicità, efficienza e trasparenza.
Le norme regolamentari stabiliscono il termine entro il quale – a domanda o d’ufficio – deve essere emesso
il provvedimento richiesto o dovuto.
In mancanza di termini specifici il termine per l’emissione del provvedimento amministrativo s’intende di
trenta giorni.
Tutti gli atti e provvedimenti che non abbiano contenuto statutario, regolamentare o comunque generale devono essere motivati, devono essere comunicati o notificati in forma idonea a garantirne la piena conoscenza al destinatario e devono indicare il termine entro il quale è possibile proporre ricorso e l’Autorità giudiziaria o amministrativa a cui il gravame va presentato.
I cittadini hanno diritto – nelle forme stabilite dal regolamento – a partecipare attivamente ai procedimenti amministrativi che producano effetti giuridici diretti in loro confronto o ai quali per legge debbono intervenire.
L’attività amministrativa si svolge con trasparenza ed imparzialità.
I cittadini che vi hanno un interesse giuridicamente rilevante hanno diritto di accedere ai documenti amministrativi secondo le modalità previste dal regolamento.
Il regolamento individua le categorie di atti per i quali l’accesso è escluso o limitato in ragione della tutela del diritto alla riservatezza delle persone o i casi in cui l’accesso è differito ad evitare pregiudizio o grave ostacolo allo svolgimento dell’attività amministrativa.[/lsvr_accordion_item][lsvr_accordion_item title=”TITOLO IV – ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI” icon=”fa fa-arrow”]Capo I – L’organizzazione amministrativa
Art. 34
Ordinamento degli uffici e dei servizi
L’organizzazione degli uffici e dei servizi, la dotazione organica, le procedure di assunzione del personale,
le modalità concorsuali ed i requisiti di accesso all’impiego sono disciplinati in uno o più regolamenti, in
conformità alle disposizioni di legge, dello statuto e nel rispetto delle norme dei contratti collettivi nazionali di
lavoro per il personale degli enti locali.
I regolamenti di cui al precedente comma, sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, sono adottati dalla
giunta comunale, sulla scorta dei principi e dei criteri direttivi approvati dal consiglio comunale.
Sono esclusi dalla competenza normativa della Giunta gli istituti espressamente riservati per legge al
Consiglio o alla contrattazione collettiva nazionale e decentrata.
L’organizzazione degli uffici e dei servizi è improntata a criteri di autonomia operativa, funzionalità ed
economicità di gestione e risponde a principi di professionalità e responsabilità.
La struttura organizzativa si articola in unità operative aggregate, secondo criteri di omogeneità, in ambiti
o aree progressivamente più ampi, in modo da conseguire il coordinato esercizio di funzioni tra loro omogenee.
La dotazione organica e l’organigramma del personale sono qualitativamente e quantitativamente
dimensionati in relazione alle esigenze di esercizio delle funzioni e dei servizi gestiti dal Comune ed alle
disponibilità finanziarie consolidate dell’ente.
Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e gli altri regolamenti attinenti per materia prevedono forme
per l’esercizio del controllo di gestione e definiscono le modalità per il conferimento degli incarichi di direzione
degli uffici e dei servizi, i criteri di valutazione dei dirigenti e le modalità di revoca dell’incarico.
Negli stessi regolamenti sono altresì previste forme di coordinamento dell’attività degli uffici, nonché
disciplinate la mobilità interna del personale e la formazione professionale, perseguendo l’obiettivo di
conseguire la piena integrazione e complementarità tra di vari settori di attività dell’ente.
Art. 35
Incarichi ed indirizzi di gestione
“Gli organi istituzionali dell’ente uniformano la propria attività al principio dell’attribuzione dei compiti e
delle responsabilità gestionali ai funzionari responsabili degli uffici e dei servizi.
Stabiliscono in atti provvedimenti formali, anche sulla base delle proposte degli stessi funzionari, gli
indirizzi e le direttive generali e settoriali per l’azione amministrativa e la gestione, indicando le priorità di
intervento, i criteri e le modalità per l’esercizio delle attribuzioni.
Il Sindaco definisce e attribuisce ai funzionari di adeguata qualifica e di congrua capacità gli incarichi di
direzione degli uffici e dei servizi.
La direzione degli Uffici e dei servizi può essere altresì attribuita al Segretario Comunale o a Dirigenti e
funzionari esterni, in assenza di professionalità analoghe all’interno dell’Ente, con le modalità e nei limiti
previsti dalla legge e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.
Gli incarichi di direzione degli Uffici e dei servizi hanno durata temporanea e non possono superare quella
del mandato elettorale del Sindaco che li ha conferiti e possono essere anticipatamente revocati nei casi previsti
dalla legge e dai regolamenti dell’ente.
Il provvedimento di revoca è assunto previo contraddittorio con il funzionario interessato, secondo le
modalità stabilite dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi e nel rispetto delle norme degli
accordi collettivi di lavoro.
Il comune può associarsi con altri enti locali per l’esercizio in comune di funzioni amministrative o per
l’espletamento dei servizi, regolando con apposita convenzione i reciproci rapporti, le modalità di svolgimento
delle attività gestite unitariamente ed i compiti del personale impiegato
Gli atti dei responsabili dei servizi non sono soggetti ad avocazione, riserva, riforma o revoca da parte del
sindaco.
In caso di inerzia o ritardo nella assunzione di atti dovuti, di competenza degli stessi o degli organi
gerarchicamente sovraordinati, il Sindaco assegna ove possibile un termine per l’adempimento e nomina un
commissario “ad acta” ove l’inerzia permanga ulteriormente.
E’ in ogni caso fatta salva l’eventuale adozione di provvedimenti sanzionatori nei confronti del
funzionario inadempiente, come anche resta ferma la facoltà del Sindaco di revocare l’incarico di direzione ove
ne ricorrano i presupposti.
Fermo restando quanto previsto al comma precedente, il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei
servizi disciplina le ulteriori misure atte a conseguire efficacia all’azione amministrativa ed efficienza nella
gestione, compresi i rimedi nel caso di carenze imputabili ai responsabili dei servizi, per inefficienza, violazione
delle direttive e degli atti di indirizzo o per altra causa.
Art. 36
Il Segretario Comunale
“Il Comune ha un Segretario comunale con compiti di collaborazione, consulenza ed assistenza nei
confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai
regolamenti.
Il Segretario assicura il necessario supporto giuridico, amministrativo e di consulenza organizzativa alle
decisioni degli organi istituzionali, con pareri scritti od orali, e, su richiesta, attraverso l’apposizione del visto di
conformità sui singoli atti.
Il Segretario partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della
Giunta e provvede attraverso persona di propria fiducia alla stesura dei relativi verbali. Le modalità per
l’esercizio di tali attribuzioni sono definite nei regolamenti di funzionamento degli organi dell’ente.
Il Segretario comunale sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei responsabili degli uffici e dei
servizi e ne coordina l’attività, secondo le direttive impartite dal Sindaco.
Al fine di assicurare unitarietà e complementarità all’azione amministrativa nei vari settori di attività, il
segretario in particolare definisce, previa consultazione dei responsabili degli uffici e d’intesa con
l’Amministrazione, modalità di snellimento delle procedure amministrative ed adotta le conseguenti direttive
operative; formula proposte su questioni organizzative e gestionali di carattere generale e riferisce al Sindaco su
ogni situazione di irregolarità, omissione o disfunzione, per l’adozione dei conseguenti provvedimenti.
Il Segretario adotta provvedimenti con rilevanza esterna a valenza intersettoriale.
Il Sindaco può affidare al Segretario la direzione di singoli settori della struttura organizzativa dell’ente.
Il Segretario è capo del personale e ne è responsabile.
Il Segretario ha la direzione complessiva della struttura operativa dell’ente secondo modalità e direttive
impartite dal Sindaco, nel rispetto dell’autonoma responsabilità settoriale dei responsabili degli uffici e dei
servizi.
Nel caso in cui sia istituita la figura del Direttore Generale le attribuzioni del Segretario saranno
disciplinate nel regolamento di organizzazione e definite contestualmente alla nomina del Direttore, onde
realizzare il pieno accordo operativo e funzionale tra i due soggetti, nel rispetto dei relativi ed autonomi ruoli.
Oltre alle funzioni espressamente previste dalla legge e dallo statuto, possono essere assegnati al
Segretario, con regolamento o con provvedimento del Sindaco, compiti specifici o attribuzioni anche a carattere
gestionale, ove ciò si renda utile in relazione alle esigenze organizzative dell’ente ed agli obiettivi programmatici
dell’amministrazione.
Il Segretario per l’esercizio delle proprie funzioni si avvale della struttura, dei servizi e del personale
dell’Ente”.
Art. 37
Il Direttore Generale
“Il Comune può convenzionarsi con altri Enti Locali aventi complessivamente una popolazione superiore
a 15.000 abitanti al fine di nominare un Direttore Generale.
L’incarico deve essere conferito a persona di comprovata professionalità ed esperienza, al di fuori della
dotazione organica del personale e per un periodo di tempo non eccedente il mandato amministrativo del
Sindaco.
La convenzione disciplina le modalità di nomina del Direttore, i requisiti richiesti, le cause di cessazione
anticipata dall’incarico, i criteri per la determinazione del trattamento economico e della ripartizione dei costi fra
gli Enti convenzionati e quant’altro necessario a disciplinarne il rapporto di lavoro e le prestazioni, regolando nel
contempo le competenze del Segretario Comunale, dei funzionari responsabili degli uffici e dei servizi e, ove
istituito, dell’ufficio per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo.
Il Direttore Generale risponde del proprio operato direttamente al Sindaco, da cui riceve direttive ed
indirizzi per l’attuazione degli obiettivi e del programma dell’amministrazione.
Egli è responsabile dell’andamento complessivo dell’attività gestionale, dell’efficienza ed efficacia
dell’azione di governo dell’ente.
A tal fine il direttore:
a) collabora con l’amministrazione nella predisposizione della relazione previsionale e programmatica e dello
schema del bilancio annuale e pluriennale, nonché dei piani e dei programmi amministrativi;
b) predispone, d’intesa con il Sindaco e la Giunta, la proposta del piano esecutivo di gestione e definisce il piano
dettagliato degli obiettivi;
c) verifica nel corso dell’esercizio finanziario, d’intesa con gli organi preposti al controllo di gestione, lo stato di
attuazione dei piani e programmi e propone le eventuali modifiche ed integrazioni;
d) sovrintende alla gestione e coordina l’attività dei responsabili degli uffici e dei servizi,(4
) attraverso direttive
operative, disposizioni ed altre forme di coordinamento da adottare comunque nel rispetto delle autonome
prerogative e competenze degli stessi;
e) definisce i criteri per l’organizzazione degli uffici e dei servizi ed adotta le relative misure attuative;
Entro quindici giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario il Direttore Generale relaziona alla giunta
sull’andamento della gestione dell’anno precedente per ciascun settore di attività dell’ente.
La Giunta entro i successivi quindici giorni si esprime con motivato parere, confermando la fiducia al
Direttore o adottando l’eventuale provvedimento di revoca ove il livello dei risultati non risulti soddisfacente.
Ove il Direttore Generale non sia nominato, il Sindaco – sulla base delle direttive del Consiglio Comunale
e previa deliberazione della Giunta Municipale – può attribuire in tutto o in parte le relative funzioni al
Segretario comunale per l’intero periodo del mandato amministrativo.
Compete in tal caso al Segretario un elemento aggiuntivo di retribuzione rapportato alla gravosità
dell’incarico”.
Art. 38
Gestione amministrativa
I Funzionari direttivi incaricati dal Sindaco sono preposti, secondo l’ordinamento dell’ente, alla direzione
degli uffici e dei servizi e sono responsabili della attuazione dei programmi approvati dagli organi istituzionali e
della regolarità formale e sostanziale dell’attività delle strutture che da essi dipendono.
A tal fine ai Funzionari sono riconosciuti poteri di organizzazione, amministrazione e gestione del
personale, delle risorse finanziarie e strumentali assegnate, che esercitano nei limiti e secondo i criteri definiti
negli atti d’indirizzo.
Nell’ambito dei servizi cui sono preposti, i medesimi in particolare:
a) assumono gli atti di gestione del personale secondo le norme del CCNL, provvedono all’espletamento delle
procedure per la selezione del personale ed alle relative assunzioni previste negli atti di programmazione o
autorizzate dalla giunta, alla stipula del contratto individuale di lavoro, all’attribuzione del trattamento
economico accessorio. Hanno poteri di iniziativa per l’applicazione delle sanzioni disciplinari ed assumono
direttamente i provvedimenti disciplinari che per legge od in base alle norme degli accordi collettivi di lavoro
rientrano nella loro competenza;
b) espletano le procedure di appalto dei lavori e di fornitura dei beni e dei servizi previsti in atti fondamentali
del consiglio o rientranti nella ordinaria gestione dei servizi, assumendo tutti gli atti necessari, comprese la
determinazione a contrattare e la conseguente stipula dei contratti;
c) curano il corretto svolgimento dei procedimenti attribuiti all’ufficio e individuano i dipendenti responsabili
della istruttoria ed, eventualmente, dell’adozione del provvedimento finale;
d) esprimono i pareri di regolarità tecnica e contabile, ove previsti, sulle proposte di deliberazione;
e) assumono gli atti di gestione finanziaria, di acquisizione delle entrate rientranti nella competenza dell’ufficio,
di spesa e liquidazione, nei limiti e con le modalità stabiliti dai regolamenti, dal Piano Esecutivo di Gestione
e dagli altri atti di programmazione approvati;
f) esercitano ogni altra attribuzione prevista dalla legge, dallo statuto od eventualmente conferita dal sindaco.
Sono di competenza degli stessi gli atti costituenti manifestazione di giudizio e di conoscenza, gli atti
ricognitori, di valutazione, d’intimazione e di comunicazione, gli accertamenti tecnici, le certificazioni e le
legalizzazioni, i verbali e le diffide.
Fermi restando i compiti riservati espressamente dalla legge e dallo statuto al Sindaco, alla Giunta ed al
Consiglio, i dirigenti nell’esercizio delle loro attribuzioni assumono, con le modalità stabilite dai regolamenti e
secondo i criteri definiti negli atti di indirizzo, provvedimenti aventi rilevanza esterna, comportanti accertamenti
e valutazioni anche di carattere discrezionale.
Art. 39
Autorizzazioni, concessioni e licenze di competenza dei Funzionari
Oltre ai compiti indicati al precedente articolo, spettano ai Funzionari direttivi incaricati dal Sindaco nelle
materie rientranti nei servizi di cui hanno la direzione:
a) il rilascio di autorizzazioni, licenze e concessioni, che costituiscono esecuzione di disposizioni di leggi, di
regolamenti e di atti o attuazione di strumenti di pianificazione generali e particolareggiati;
b) l’applicazione delle sanzioni amministrative per la violazione delle leggi e dei regolamenti comunali, anche
in materia edilizia, e l’adozione degli atti connessi, antecedenti e susseguenti, compresi l’ingiunzione di
pagamento ed i provvedimenti definitivi conseguenti alla valutazione di eventuali scritti difensivi.
Le attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale possono essere esercitate dai dirigenti e dai
funzionari dell’ente per delega solo nei casi previsti dalla legge.
Art. 40
Le determinazioni ed i decreti
Gli atti dei dirigenti e dei responsabili dei servizi non diversamente disciplinati da altre, assumono la
denominazione di “determinazioni” e sono regolati secondo le disposizioni del presente articolo.
Gli atti del Sindaco non diversamente disciplinati dalla legge assumono il nome di “decreti”.
Le determinazioni ed i decreti hanno esecuzione dal giorno stesso dell’adozione o, nel caso in cui
comportino spesa, dalla data di apposizione dell’attestazione di copertura finanziaria.
A tal fine sono trasmessi all’ufficio competente e da questo restituiti, previa registrazione dell’impegno
contabile, entro cinque giorni.
Entro i successivi tre giorni sono pubblicati all’Albo Pretorio per quindici giorni e depositati in copia
presso la segreteria comunale.
Tutti gli atti del Sindaco e dei dirigenti e dei responsabili dei servizi sono numerati e classificati
unitariamente, con sistemi di raccolta che ne individuano la cronologia, la materia e l’ufficio di provenienza.
Capo II – I servizi pubblici locali
Art. 41
I servizi pubblici locali
Il Comune provvede alla gestione dei servizi rivolti a promuovere e garantire lo sviluppo sociale, civile ed
economico della comunità locale.
Il Comune eroga i servizi pubblici con criteri di obbiettività, giustizia ed imparzialità nei confronti degli
utenti, garantendo anche il diritto ad una completa informazione.
Il Consiglio Comunale individua la forma di gestione dei servizi più idonea tra quelle consentite dalla
legge, in relazione alle caratteristiche ed alla natura del servizio e secondo criteri di economicità ed efficienza
organizzativa.
La gestione dei servizi può essere perseguita anche attraverso ferme di collaborazione od in consorzio con
altri enti pubblici.
I servizi possono essere erogati altresì attraverso società a capitale interamente pubblico o attraverso
società miste, partecipate dal Comune ed aperte all’apporto di soggetti privati che offrano garanzie di solidità
economica e capacità imprenditoriale.
Fatta salva la disciplina legislativa in materia tributaria, per l’erogazione dei servizi di propria competenza
il comune applica tariffe e contribuzioni a carico degli utenti, in modo da conseguire il necessario equilibrio tra
costi e ricavi.
La compartecipazione alla spesa per l’erogazione dei servizi a carattere sociale è determinata tenendo
conto delle condizioni economiche e sociali degli utenti, applicando agevolazioni e forme di esenzione totale o
parziale.
Anche in tale ipotesi il gettito tariffario dovrà garantire un adeguato livello di copertura dei costi,
considerando anche gli eventuali trasferimenti di risorse da parte di enti e privati e le altre entrate finalizzate.
Il Sindaco riferisce al Consiglio Comunale sull’attività svolta dagli enti, aziende, istituzioni dipendenti e
dalle società a partecipazione comunale, almeno una volta all’anno, in occasione della approvazione dei bilanci
consuntivi, al fine di verificarne l’economicità della gestione e la rispondenza dell’attività alle esigenze dei
cittadini.
Art. 42
L’Azienda Speciale
L’Azienda Speciale è ente strumentale del Comune, dotato di personalità giuridica, di autonomia
imprenditoriale e di proprio statuto approvato dal Consiglio Comunale.
Sono organi dell’azienda il Presidente, il Consiglio di amministrazione ed il Direttore, cui compete la
responsabilità gestionale.
Il Presidente ed i componenti del consiglio di amministrazione sono nominati dal Sindaco, secondo i
criteri stabiliti dal Consiglio Comunale e salvaguardando la rappresentanza delle minoranze consiliari, fra coloro
che abbiano i requisiti per la nomina a consigliere comunale e documentata esperienza e competenza tecnica ed
amministrativa, preferibilmente nello stesso settore di attività dell’azienda.
Lo statuto dell’azienda può prevedere ulteriori cause di incompatibilità per la nomina degli
amministratori, oltre a quelle contemplate dalla legge e dal presente statuto.
Il Sindaco può revocare dall’incarico il Presidente ed i componenti del Consiglio di amministrazione,
anche singolarmente, prima della scadenza del mandato, provvedendo contestualmente alla loro sostituzione.
La nomina, conferma e revoca del Direttore competono al Consiglio di amministrazione dell’azienda.
Il Comune conferisce all’azienda il capitale di dotazione, ne determina le finalità e gli indirizzi, ne
approva lo statuto e gli atti fondamentali; verifica i risultati della gestione e provvede alla copertura degli
eventuali costi sociali.
I Revisori dei conti dell’Azienda sono nominati dal Consiglio Comunale con modalità che assicurino la
presenza nel collegio di almeno un componente di designazione della minoranza.
Art. 43
L’Istituzione
L’Istituzione è un organismo strumentale dell’ente per l’esercizio dei servizi sociali senza rilevanza
imprenditoriale, dotato di autonomia gestionale.
Sono organi dell’Istituzione il Presidente, il Consiglio di amministrazione ed il Direttore.
Essi sono nominati dal Sindaco, secondo i criteri definiti dal Consiglio Comunale e salvaguardando la
rappresentanza delle minoranze consiliari, e restano in carica per l’intero periodo del mandato amministrativo
del sindaco, salvo il caso di revoca anticipata.
Il Consiglio Comunale disciplina in apposito regolamento le finalità dell’istituzione, l’ordinamento
interno, le prestazioni all’utenza e le modalità di finanziamento dei servizi gestiti.
I bilanci preventivi e consuntivi dell’Istituzione sono allegati ai relativi bilanci comunali.
L’organo di revisione del Comune esercita la vigilanza anche sull’attività dell’Istituzione.
Art. 44
Gestione dei servizi in forma associata
Il comune ricerca e promuove forme di collaborazione con gli altri enti locali e con gli enti istituzionali
per lo svolgimento, in ambiti territoriali più idonei, di attività e di servizi di comune interesse, con l’obiettivo di
conseguire la migliore efficienza organizzativa, l’economicità della gestione e la piena soddisfazione per gli
utenti.
Possono essere gestite in forma associata anche funzioni amministrative, attraverso la costituzione di
uffici comuni che si avvalgono di norma di personale distaccato ed operano in luogo e per conto degli enti
aderenti.
Il Comune può, altresì, delegare ad enti sovracomunali o ad altri comuni l’esercizio di funzioni ed a sua
volta riceverne da questi, ove sia in grado di assicurare con risorse proprie, congiuntamente all’apporto
economico, di personale e di attrezzature degli enti interessati, un’efficiente erogazione dei servizi.
I rapporti tra gli enti, le modalità di organizzazione dei servizi ed i criteri di ripartizione degli oneri
economici saranno regolati da apposita convenzione.
Per l’esercizio di servizi a carattere imprenditoriale o di altra natura, il comune può partecipare a
consorzi.
Nelle convenzioni e negli atti costitutivi degli organismi associativi di qualsiasi natura, debbono essere
previsti strumenti che rendano effettiva la funzione di indirizzo e controllo degli enti aderenti.
L’approvazione delle convenzioni per la gestione dei servizi e gli atti costitutivi delle forme associative,
comunque denominate, è di competenza del consiglio comunale.[/lsvr_accordion_item][lsvr_accordion_item title=”TITOLO V – DIFENSORE CIVICO” icon=”fa fa-arrow”]Art. 45
Il Difensore Civico
Può essere istituito l’ufficio del Difensore Civico, esclusivamente con le modalità di seguito specificate:
Su deliberazione del Consiglio, il Comune può aderire ad iniziative per la costituzione di un unico Ufficio
del Difensore Civico tra enti diversi o si avvarrà dell’ufficio operante presso altri comuni.
Il Difensore Civico assolve al ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento dell’attività
dell’amministrazione comunale, delle aziende e degli enti dipendenti, secondo le procedure disciplinate
nell’apposito regolamento approvato dal Consiglio Comunale.
Egli esercita altresì il controllo eventuale di legittimità sugli atti deliberativi del Consiglio e della Giunta,
nelle forme e con le modalità previste dalla legge.
Il Difensore Civico opera in condizioni di piena autonomia organizzativa e funzionale, nell’esclusivo
interesse dei cittadini, delle associazioni, organismi ed enti titolari di situazioni soggettive giuridicamente
rilevanti.
Il Difensore Civico ha diritto di ottenere senza formalità dai dirigenti, dai funzionari e dai responsabili
degli uffici e dei servizi copia di tutti gli atti e documenti, nonché ogni notizia, ancorché coperta da segreto, utile
per l’espletamento del mandato.
Il Difensore Civico è tenuto al segreto d’ufficio e riveste nell’esercizio delle attribuzioni la qualifica di
pubblico ufficiale.
Prima di assumere le funzioni presta giuramento innanzi al Sindaco con la seguente formula: “Giuro di
adempiere il mandato ricevuto nell’interesse dei cittadini e nel rispetto delle leggi, dello statuto comunale
e delle norme regolamentari dell’ente”.
Il Difensore Civico riferisce periodicamente al Consiglio Comunale e comunque prima della scadenza del
proprio mandato sull’attività svolta indicando gli interventi effettuati e segnalando le disfunzioni, le omissioni ed
i ritardi dell’amministrazione e degli uffici nei confronti dei cittadini.
Il Sindaco deve iscrivere la relazione del Difensore Civico all’ordine del giorno dei lavori consiliari entro
sessanta giorni dalla richiesta.
Il consiglio comunale adotta apposito regolamento per il funzionamento dell’ufficio del Difensore Civico,
assicurando che siano messe a disposizione dello stesso risorse finanziarie, personale e strutture tecniche e
logistiche idonee e sufficienti.
Al difensore civico compete un’indennità mensile determinata dal Consiglio Comunale all’atto della
nomina in misura non superiore a quella assegnata agli assessori.
Art. 46
Requisiti e modalità di nomina del Difensore Civico
All’ufficio del Difensore Civico è preposta persona, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o
altra laurea equipollente, che, per esperienza acquisita, offra garanzie di competenza, probità ed obiettività di
giudizio.
Non possono essere nominati alla carica di Difensore Civico coloro che:
a) si trovino in una delle condizioni di ineleggibilità ed incompatibilità alla carica di consigliere comunale;
b) abbiano ricoperto nell’anno precedente alla nomina cariche in partiti o movimenti politici a qualsiasi livello o
siano stati candidati nelle precedenti elezioni politiche od amministrative locali, provinciali o regionali;
c) i membri ed i funzionari degli organi regionali di controllo;
Il Difensore Civico è eletto dal consiglio comunale a scrutinio segreto, con il voto favorevole della
maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati; dura in carica quattro anni decorrenti dalla data del giuramento e
non può essere nominato per più due mandati consecutivi.
Ove l’Ufficio non sia tempestivamente ricostituito alla scadenza del mandato, il difensore civico in carica
esercita le funzioni fino alla prestazione del giuramento da parte del successore e, comunque, per un periodo non
superiore a quello previsto in via generale dalla legge sul rinnovo degli organi amministrativi.
Il Difensore Civico può essere revocato dall’incarico prima della scadenza del mandato solo per gravi
violazioni di legge, con deliberazione motivata del consiglio comunale, adottata in seduta segreta a maggioranza
dei due terzi dei consiglieri assegnati.
Ove si verifichi nel corso del mandato una delle condizioni di ineleggibilità od incompatibilità, il
difensore civico è dichiarato decaduto con le stesse modalità e procedure previste dalla legge per i consiglieri
comunali.
TITOLO VI – FINANZA E CONTABILITÀ
Art. 47
Autonomia finanziaria
Nel rispetto dei principi costituzionali e delle leggi in materia di finanza pubblica il Comune ha autonomia
finanziaria, fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.
Il Comune è titolare di potestà impositiva autonoma, che esercita attraverso l’applicazione di imposte e
tasse e la riscossione di tariffe, corrispettivi e contributi per l’erogazione dei servizi comunali.
Entro il mese di dicembre di ciascun anno o nel diverso termine stabilito dalla legge, il Consiglio
Comunale delibera il bilancio di previsione per l’anno successivo.
Il bilancio è corredato della relazione previsionale e programmatica, redatta per programmi, progetti ed
interventi, che evidenzi in maniera distinta la spesa corrente consolidata, la spesa di sviluppo e quella destinata
agli investimenti.
Prima dell’inizio dell’esercizio finanziario la Giunta approva il piano esecutivo di gestione, attraverso il
quale predetermina gli obiettivi ed il livello qualitativo e quantitativo dei servizi e delle prestazioni all’utenza ed
assegna ai responsabili dei servizi la dotazione finanziaria, strumentale e di personale necessaria per l’ordinaria
gestione e l’attuazione degli interventi programmati.
Nel corso dell’esercizio l’azione amministrativa è strettamente correlata al costante mantenimento
dell’equilibrio economico e finanziario ed è soggetta a verifica ed aggiornamenti, in relazione alla realizzazione
delle entrate ed all’andamento della spesa.
I risultati della gestione sono rilevati mediante contabilità economica e dimostrati nel rendiconto
comprendente il conto del bilancio finanziario, il conto economico e quello del patrimonio, secondo le
disposizioni della legge e del regolamento di contabilità.
La Giunta municipale entro il trenta giugno di ciascun anno presenta al Consiglio per l’approvazione il
bilancio consuntivo dell’anno precedente, accompagnato da una relazione illustrativa dei risultati della gestione,
in rapporto alle risorse economiche conseguite ed agli obiettivi definiti in sede previsionale e programmatica.
I contenuti significativi e caratteristici del bilancio annuale saranno resi noti ai cittadini ed agli organismi
della partecipazione con adeguati mezzi informativi.
Art. 48
Demanio e patrimonio
I beni di proprietà del Comune sono soggetti, in relazione alla natura ed alla destinazione, al regime
giuridico proprio del demanio e del patrimonio degli enti pubblici.
La gestione dei beni comunali s’ispira ai principi della conservazione, della valorizzazione e dell’utilità
pubblica.
I beni non impiegati per i fini istituzionali dell’ente e non strumentali alla erogazione dei servizi, sono dati
di norma in locazione o in uso, compatibilmente con la loro natura, a canoni tali da conseguire un’adeguata
redditività.
I beni comunali, mobili ed immobili, sono registrati in apposito inventario da redigere, in conformità alle
disposizioni di legge, secondo i principi e le tecniche della contabilità patrimoniale. L’inventario è tenuto
aggiornato da un funzionario designato dal Sindaco.
Il funzionario incaricato della tenuta dell’inventario dei beni ha altresì l’obbligo di conservare i titoli, gli
atti e le scritture relative al patrimonio del Comune.
Art. 49
Revisione economico-finanziaria
“Un Revisore dei Conti, nominato dal Consiglio Comunale, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile,
economica e finanziaria della gestione del comune e delle istituzioni.
Il Revisore attesta la veridicità delle scritture contabili e la corrispondenza del rendiconto alle risultanze
della gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione del conto consuntivo.
La relazione deve evidenziare i dati e gli elementi necessari per la valutazione del livello di produttività
ed economicità della gestione ed esprime suggerimenti e proposte tese a migliorarne l’efficienza ed i risultati.
Nell’esercizio delle sue attribuzioni, il Revisore dei Conti ha accesso a tutti gli uffici comunali per
effettuare le verifiche e gli accertamenti necessari per l’espletamento dell’incarico ed ha diritto ad ottenere
direttamente dagli stessi copia degli atti e dei documenti necessari.
Il regolamento di contabilità definisce le funzioni del Revisore dei Conti e può attribuire allo stesso
ulteriori compiti di verifica e controllo, rispetto a quelli previsti dalla legge, nonché di supporto all’attività degli
organi amministrativi dell’ente.
Il regolamento di contabilità disciplina l’organizzazione ed il funzionamento dell’organo, le modalità di
presentazione al Consiglio Comunale del referto su gravi irregolarità della gestione e specifica i rapporti del
Revisore con gli organi elettivi e burocratici.
Il Comune mette a disposizione del Revisore le strutture logistiche, il personale ed i mezzi necessari per
lo svolgimento dei propri compiti”.
Art. 50
Controllo di gestione e controllo di qualità
Al fine di verificare lo stato d’attuazione degli obiettivi programmati, nonché l’efficienza, l’efficacia e
l’economicità della gestione, è istituito il controllo di gestione, secondo le norme e con le modalità disciplinate
nel regolamento di contabilità.
Per i servizi gestiti direttamente dall’ente e per quelli eventualmente erogati attraverso le istituzioni, deve
essere posto in essere un sistema di rilevazione dei costi e dei ricavi secondo le tecniche della contabilità
economica analitica, tenendo conto dell’articolazione organizzativa degli uffici e dei servizi.
Per l’esercizio del controllo di gestione il Comune può avvalersi di professionalità esterne all’ente o di
società ed organismi specializzati.
Nei servizi erogati all’utenza il comune definisce gli standard qualitativi e quantitativi delle prestazioni e
determina indici e parametri idonei a misurare e valutare i risultati conseguiti.
Il livello qualitativo e quantitativo dei servizi è periodicamente verificato con gli utenti, attraverso idonee
forme di consultazione anche a campione, ed è costantemente adeguato al mutare delle esigenze e della
domanda.[/lsvr_accordion_item][lsvr_accordion_item title=”TITOLO VI – FINANZA E CONTABILITÀ” icon=”fa fa-arrow”]Art. 47
Autonomia finanziaria
Nel rispetto dei principi costituzionali e delle leggi in materia di finanza pubblica il Comune ha autonomia finanziaria, fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.
Il Comune è titolare di potestà impositiva autonoma, che esercita attraverso l’applicazione di imposte e tasse e la riscossione di tariffe, corrispettivi e contributi per l’erogazione dei servizi comunali.
Entro il mese di dicembre di ciascun anno o nel diverso termine stabilito dalla legge, il Consiglio Comunale delibera il bilancio di previsione per l’anno successivo.
Il bilancio è corredato della relazione previsionale e programmatica, redatta per programmi, progetti ed interventi, che evidenzi in maniera distinta la spesa corrente consolidata, la spesa di sviluppo e quella destinata agli investimenti.
Prima dell’inizio dell’esercizio finanziario la Giunta approva il piano esecutivo di gestione, attraverso il quale predetermina gli obiettivi ed il livello qualitativo e quantitativo dei servizi e delle prestazioni all’utenza ed assegna ai responsabili dei servizi la dotazione finanziaria, strumentale e di personale necessaria per l’ordinaria gestione e l’attuazione degli interventi programmati.
Nel corso dell’esercizio l’azione amministrativa è strettamente correlata al costante mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario ed è soggetta a verifica ed aggiornamenti, in relazione alla realizzazione delle entrate ed all’andamento della spesa.
I risultati della gestione sono rilevati mediante contabilità economica e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio finanziario, il conto economico e quello del patrimonio, secondo le disposizioni della legge e del regolamento di contabilità.
La Giunta municipale entro il trenta giugno di ciascun anno presenta al Consiglio per l’approvazione il bilancio consuntivo dell’anno precedente, accompagnato da una relazione illustrativa dei risultati della gestione, in rapporto alle risorse economiche conseguite ed agli obiettivi definiti in sede previsionale e programmatica.
I contenuti significativi e caratteristici del bilancio annuale saranno resi noti ai cittadini ed agli organismi della partecipazione con adeguati mezzi informativi.
Art. 48
Demanio e patrimonio
I beni di proprietà del Comune sono soggetti, in relazione alla natura ed alla destinazione, al regime giuridico proprio del demanio e del patrimonio degli enti pubblici.
La gestione dei beni comunali s’ispira ai principi della conservazione, della valorizzazione e dell’utilità pubblica.
I beni non impiegati per i fini istituzionali dell’ente e non strumentali alla erogazione dei servizi, sono dati di norma in locazione o in uso, compatibilmente con la loro natura, a canoni tali da conseguire un’adeguata redditività.
I beni comunali, mobili ed immobili, sono registrati in apposito inventario da redigere, in conformità alle disposizioni di legge, secondo i principi e le tecniche della contabilità patrimoniale. L’inventario è tenuto aggiornato da un funzionario designato dal Sindaco.
Il funzionario incaricato della tenuta dell’inventario dei beni ha altresì l’obbligo di conservare i titoli, gli atti e le scritture relative al patrimonio del Comune.
Art. 49
Revisione economico-finanziaria
“Un Revisore dei Conti, nominato dal Consiglio Comunale, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile, economica e finanziaria della gestione del comune e delle istituzioni.
Il Revisore attesta la veridicità delle scritture contabili e la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione del conto consuntivo.
La relazione deve evidenziare i dati e gli elementi necessari per la valutazione del livello di produttività ed economicità della gestione ed esprime suggerimenti e proposte tese a migliorarne l’efficienza ed i risultati.
Nell’esercizio delle sue attribuzioni, il Revisore dei Conti ha accesso a tutti gli uffici comunali per effettuare le verifiche e gli accertamenti necessari per l’espletamento dell’incarico ed ha diritto ad ottenere direttamente dagli stessi copia degli atti e dei documenti necessari.
Il regolamento di contabilità definisce le funzioni del Revisore dei Conti e può attribuire allo stesso ulteriori compiti di verifica e controllo, rispetto a quelli previsti dalla legge, nonché di supporto all’attività degli organi amministrativi dell’ente.
Il regolamento di contabilità disciplina l’organizzazione ed il funzionamento dell’organo, le modalità di presentazione al Consiglio Comunale del referto su gravi irregolarità della gestione e specifica i rapporti del Revisore con gli organi elettivi e burocratici.
Il Comune mette a disposizione del Revisore le strutture logistiche, il personale ed i mezzi necessari per lo svolgimento dei propri compiti”.
Art. 50
Controllo di gestione e controllo di qualità
Al fine di verificare lo stato d’attuazione degli obiettivi programmati, nonché l’efficienza, l’efficacia e l’economicità della gestione, è istituito il controllo di gestione, secondo le norme e con le modalità disciplinate nel regolamento di contabilità.
Per i servizi gestiti direttamente dall’ente e per quelli eventualmente erogati attraverso le istituzioni, deve essere posto in essere un sistema di rilevazione dei costi e dei ricavi secondo le tecniche della contabilità economica analitica, tenendo conto dell’articolazione organizzativa degli uffici e dei servizi.
Per l’esercizio del controllo di gestione il Comune può avvalersi di professionalità esterne all’ente o di società ed organismi specializzati.
Nei servizi erogati all’utenza il comune definisce gli standard qualitativi e quantitativi delle prestazioni e determina indici e parametri idonei a misurare e valutare i risultati conseguiti.
Il livello qualitativo e quantitativo dei servizi è periodicamente verificato con gli utenti, attraverso idonee forme di consultazione anche a campione, ed è costantemente adeguato al mutare delle esigenze e della domanda[/lsvr_accordion_item][lsvr_accordion_item title=”TITOLO VII – DISPOSIZIONE FINALE” icon=”fa fa-arrow”]Art. 51
Disposizione finale
Il Comune adegua i regolamenti alle disposizioni dello Statuto entro sei mesi dalla sua entrata in vigore.